“Il flauto di Nova”Alessandro Capuzzo-recensione a cura di Laura Mechelli

“Il flauto di Nova”

Alessandro Capuzzo

Autore: Alessandro Capuzzo
Genere: Fantasy
Data di pubblicazione: 26/06/2015
Editore: Alessandro Capuzzo
Formato Kindle: Euro 2.99
Copertina flessibile: Euro 10.00

 

                                    SINOSSI:


Un giovane scientista costretto ad affrontare mille pericoli per il bene della famiglia. Una piccola donna
 catapultata in una regione straniera. Un sacerdote accecato dall’ambizione. Un cavaliere costretto a 
fare i conti con se stesso. Sono solo alcuni degli innumerevoli protagonisti di questo romanzo corale, 
dove le trame si intrecciano e formano una rete che si estende lungo un continente immaginario, 
paragonabile all'Europa medievale.


                                                        RECENSIONE:

 

“Il Flauto di Nova” è il primo romanzo dell’autore Alessandro Capuzzo. La particolarità che lo contraddistingue è l’uso di schemi e archetipi tipici del genere fantasy, che danno vita a personaggi, ambienti, paesaggi e azioni suggestivi.

Nello specifico, gli scontri, intrighi, delitti e i viaggi vengono descritti in maniera cruenta. L’autore, in particolare, infonde angoscia al lettore attraverso le descrizioni macabre di stupri, esecuzioni e torture. Oltre a ciò, l’opera è caratterizzata da un ritmo serrato e un uso di parole ricercate. Al contrario, le gesta dell’eroe assumono una forma più dinamica e l’ausilio di immagini tengono alta l’attenzione del lettore .

L’abilità di Capuzzo, inoltre, è quella di creare più storie e livelli narrativi che portano lo spettatore a credere che esistano più protagonisti e antagonisti. Esso porta lo spettatore a un livello di attesa e curiosità. Ciononostante, solo verso la fine si comprende chi sia il vero protagonista. 

 Il testo riprende un tema ricorrente del fantasy: la ricerca e il viaggio del protagonista di un bene materiale o simbolico. Al fine di trovarlo, il personaggio principale deve affrontare una serie di ostacoli che lo porteranno ad avere un’ evoluzione psicologica. Tobìas, da giovane popolano e di umili origini, si ritroverà a lottare al fianco di cavalieri e compiere imprese fisiche ritenute fino a quel momento impensabili.

In aggiunta, bisogna ricordare che il fantasy è un genere immaginario, popolato da mondi e creature surreali. Un esempio sono gli urrìfidi, creature umanoidi dedite al cannibalismo; o i doliani, un popolo vile e spregevole incline più ai piaceri terreni che spirituali.

L’autore, con maestria, riesce a fornire le giuste informazioni geografiche, linguistiche, storiche per potersi destreggiare nel mondo di Lantania e delle sue varie parti e strutture e ciò rende la lettura, nonostante la trama intricata e densa d’intrecci e vicissitudini, scorrevole e fluida.

In conclusione, l’opera ha un finale aperto in quanto è solo la parte iniziale di un dittico. Nessuna delle vicende in questo primo volume è conclusa, nessun personaggio è risolto, anzi alcuni sono solamente accennati e in attesa di ulteriore svolgimento, al punto tale che la lettura del sequel si rende non solo consigliabile ma necessaria per non restare in sospeso sugli snodi principali della storia.

 

 

Laura Mechelli

Autore dell'articolo: Redazione Blog WordShine

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