“La tomba del canarino” Isabel Giustiniani-recensione a cura di Veronica Campana

canarino

 

Autore: Isabel Giustiniani

Genere: Storico

Data di pubblicazione: 27 /01/ 2017

Ebook: Euro 1.99

Cartaceo: Euro 8,99

Numero di pagine (copertina flessibile): 236

Editore: Self Publishing

 

 

SINOSSI:

Nell’ottobre 1922 Howard Carter fa ritorno a Luxor dall’Inghilterra recando con sé un canarino, affinché allieti le sue giornate. A Highclere il suo magnate e finanziatore lord Carnarvon gli ha comunicato l’intenzione di terminare gli scavi in Egitto dopo quell’ultima stagione. L’uccellino giallo riscuote la meraviglia degli operai egiziani tanto da meritarsi l’appellativo di “uccello d’oro”, considerato foriero di grandi ricchezze. Solo qualche giorno più tardi, uno scavatore si imbatte nel primo gradino che porterà al sepolcro di Tutankhamon con i suoi immensi tesori. Per gli operai il ritrovamento non potrà essere altro che “la tomba del canarino”. Da quel momento, Carter si troverà a combattere contro la superstizione del popolo e le accuse di furto. L’assillo dei giornalisti dopo la morte di Carnarvon, le battaglie legali e il disperato amore per lady Evelyn, travolgeranno l’archeologo portandolo a ignorare le parole del suo fedele assistente Na’im. 


RECENSIONE:

1906 el-Qurna, Egitto. Il romanzo narra di un fatto realmente accaduto. Howard Carter, archeologo realmente vissuto, ha conseguito una delle scoperte più importanti della storia antica. Un fattore di spicco all’interno del libro è la guerra, elemento del racconto che porta con sé le lacrime del portagonista dovute a una meravigliosa scoperta. In aggiunta, ciò che sorprende di questo scritto è la forza dei personaggi e le loro caratteristiche, che si ambientano con la cultura egiziana. 

Come spunto di riflessione, è lo sfondo presentato all’interno della storia. Esso è un avvenimento che può risvegliare l’interesse mondano, anche se scaturito da una semplice curiosità .

In particolare, l’autrice presenta al lettore l’aspetto archeologico della storia egiziana e lo porta a conoscenza della lingua locale attraverso tecniscismi e dialetti.

In conclusione, il romanzo è consigliato agli amanti del genere storico. Esso viene accostato a una vena avventurosa, la quale attira e invoglia il lettore a proseguire la lettura e scoprire reperti insieme ai protagonisti.

 

 

Veronica Campana 

 

           recensione                                                                                         

Autore dell'articolo: WebMaster

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *