“Cacciatori di morte” di Fabio Antinucci, recensione a cura di Veronica Campana

 

Autore: Fabio Antinucci

Genere: Thriller, Fantascientifico

Data di pubblicazione: 04/01/2017

Cartaceo: Euro 12,75

Numero di pagine: 142

Editore: LFA Publisher

 

 

“ Cacciatori di morte”

 

Fabio Antinucci, nato a Bracciano nel 1989, si laurea a pieni voti in Scienze della Comunicazione.

Tentando di dare sempre il meglio di sé e deciso a coltivare le sue passioni per questo campo di studi persegue, lavori che si affacciano da un lato sulla carriera di social media manager, dall’altro si impegna sia come critico cinematografico e fumettistico, sia come sceneggiatore e scrittore di narrativa di genere.
Il suo lavoro che qui viene presentato ne è una dimostrazione; nonostante sia un racconto ambientato nel futuro, ha dei tratti odierni quali le divergenze tra popoli
appartenenti a religioni differenti e la condizione del popolo contadino che non sempre è ben agiata. Titoli, i sovra citati,
che offrono uno spunto di riflessione.

[…]“Mani che stringono mani, veloci, impetuose. Madre che tenta di confortare madre, anche se sembra impossibile.”
La guerra si sa è atroce e spaventa, i genocidi stringono l’anima e le dittature non perdonano, ma quello che sta
succedendo nel Regno di Bari del 2104 è l’accaduto più terrificante che si presenta agli occhi umani. Bambini e uomini piangono tutti allo stesso modo, non c’è distinzione.
La povertà dilaga e gli abitanti sono costretti a far fronte a qualcosa di più cupo di loro. Demoni, che non lasciano il
sorriso ovunque essi passino. Se non ci fosse Diogene, una squadra paramilitare, ad affrontare quelle “Bestie” forse tutto sarebbe perduto.
Se da una parte abbiamo campi di battaglia su cui sperare per un nuovo futuro, dall’altra abbiamo una famiglia che,
nonostante tutto, si concede attimi di respiro nel buio.

“[…] ogni innocente corrotto che non venga mondato col fuoco sarà la rovina di ogni brava persona!”

Quello che ci viene presentato è un racconto in cui la voce narrante presenta dei focus su alcune parole che vanno a
calcare il testo rendendolo più accattivante, coinvolgendo così in maniera diretta il lettore. La scrittura nel complesso risulta fluida, per questo la descrizione dei paesaggi e dei loro relativi personaggi è ben dettagliata. Ci sono poi delle ellissi temporali che non rovinano la stesura, ma anzi, l’arricchiscono di particolari. Particolari che, come in questo caso, del genere fanta-horror, servono ad aumentare la suspense. Anche se, quello appena citato, è un genere che non può sempre piacere a tutti, in questo caso è di facile lettura e la storia ti prende trascinandoti a sé. Con abilità lo scrittore ti fa avvicinare ai personaggi e al loro destino,
presente o passato, invogliandoti a continuare la lettura per scoprire la loro storia.
Nel suo macabro sfondo rimane un libro caldo che attira l’immaginazione, ma non spaventa. Se volete cimentarvi
con un genere di lettura diverso dal Vostro, questo è un libro che vi posso consigliare.

[…] “E gli ultimi grumi di sangue lavati via. Almeno sino alla prossima volta.”

 

Veronica Campana

 

Autore dell'articolo: WebMaster

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