“La Sindrome di Catter” di Daniel Azzola, recensione a cura di Veronica Campana

Catter

 

Autore: Daniel Azzola

Genere: Fiction

Data di pubblicazione: 01/01/2015

Ebook: Euro 0,99

Numero di pagine: 555

Editore: Lettere Animate Editore

 

 

La sindrome di Catter”

di Daniel Azzola

Il suo primo romanzo edito dalla case editrice Lettere Animate nell’anno 2015.

Daniel Azzola è un giovane scrittore nato ad Alzano Lombardo in provincia di Bergamo, il 22 maggio 1992.

La sua passione al genere thriller, ai romanzi e saggi psicologici un po’ singolari e fuori dagli schemi inizia sin dall’adolescenza. Il suo interesse si concretizza poi nel 2015 quando attratto da queste tematiche crea un personaggio a tutto tondo, cimentandosi in esso e dandogli libero sfogo nel suo primo scritto – “La sindrome di Catter”.

Abbiamo quindi un romanzo classificato nel genere fiction con sfumature psicologiche che fanno da sfondo ad un intreccio thriller nella storia.

[…] Era sempre stato del pensiero che il dolore fisico fosse il peggiore esistente. […] Realizzava solo ora che non era così. Il suo male psicologico, l’incertezza, la paura di perdere un qualcosa, un dettaglio erano di gran lunga più disarmanti di qualsiasi altro. ”

Wilton Merelli aveva tutto; un lavoro accomodante, un bell’aspetto, un cospicuo conto in banca, relazioni sociali di spicco… insomma la vita perfetta che ognuno di noi si augura. La sua docile routine però sta per essere spezzata da un incidente d’auto.

Suo padre non c’è più e nemmeno il suo ricordo.

L’autosalone in cui lavorava lascia il posto al bar di paese, le trattative d’affari sono colmate con le chiacchiere di una cittadina ridente, almeno in apparenza, della bergamasca e la sua mente ha lasciato il posto al vuoto. Wilton sa’ che questo non è il miglior modo per andare avanti e lo scoprirà poi con l’amore e la fiducia che ripone in una ragazza.

Si rivolge così ad un medico per ottimizzare alla sua amnesia e da qui inizia a vivere, perchè inizia a ricordare.

[…] Ricordando una cosa, se ne ricordano altre. La nostra memoria è più complicata di quel che possiamo immaginare. Lei ha la sindrome di Catter. Sta a lei capire come sfruttarla. ”

Se in un primo momento i ricordi appaiono come lievi e soddisfacenti a riempire le sue lacune remote, man mano che il tempo passa si faranno sempre più insistenti e brutali. Strani episodi iniziano ad accumularsi attorno alla sua figura e Wilton converrà che forse sarebbe stato meglio non ricordare.

Il racconto è prevalentemente ambientato tra le strade e le case dei vari paeselli bergamaschi e l’autore ti sa accompagnare abilmente in ogni luogo che i suoi personaggi percorrono, svelando le loro caratteristiche pian piano, quasi con sorpresa.

La descrizione è scorrevole e minuziosa, con particolare attenzione ai dettagli, si passa, infatti, da una vicenda all’altra in maniera esaustiva, soprattutto sono ben accorpate tra di loro le varie routine cittadine che si intrecciano quasi impercettibilmente. Si riesce anche ad immedesimarsi in alcune scene familiari, tanto da farti strappare un sorriso.

Lo stile impiegato è fluido e si legge ben volentieri, anche se a volte l’autore lascia sfogo ad un linguaggio esplicito e forte per alcuni passaggi; è comunque riuscito ad ambientare una storia d’amore tra le pagine di un racconto thriller, rendendo quest’ultima spensierata.

Inoltre, si ha l’inserimento della tematica psicologica che, seppur affrontata a punti e non nella sua totalità, stimola a volerne sapere di più su questa materia.

Quest’ultimo tratto è, a mio parere, un buon incoraggiamento per questo libro; perchè incita la curiosità per le vicissitudini narrate e invoglia a proseguire nella lettura portando di conseguenza ad una riflessione interiore da parte del lettore.

Ogni libro è lo specchio della mano che lo scrive e Daniel Azzola ci svela un lato del suo carattere molto ben attento ai dettagli e ad affrontare delle tematiche quali la violenza tra uomini e quanto nella società di oggi sia sempre più un incentivo far del male alle persone anziché essere propensi ad un dialogo, che sicuramente può risultare stimolante per la mente. Qui la diversità non ha confini, se non quelli che noi stessi ci prefissiamo.

Questo libro è una lettura interessante, lo consiglio vivamente. Anche a chi si sente un po’ restio verso questo genere.

 

Veronica Campana

 

recensione

Autore dell'articolo: WebMaster

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