“Omicidi in si minore” di Davide Bottiglieri, recensione a cura di Angy C. Argent

Omicidi

 

Autore: Davide Bottiglieri

Genere: Thriller, Noir

Data di pubblicazione: 15/03/2017

Cartaceo: Euro 15,88

Numero di pagine: 280

Editore:  Les Flâneurs Edizioni

 

 

 

OGGI PARLIAMO DI:

Davide Bottiglieri

 

Davide Bottiglieri nasce a Salerno nel1992.

Nel 2015 pubblica con Les Flâneurs Edizioni, attraverso pseudonimo, una raccolta di racconti fantasy per ragazzi dal titolo Le Cronache di Teseo. È vincitore del Premio Letteratura Italiana Contemporanea 2014 e del Premio Adriana Paulon 2016 (Sezione Giovani del Premio Letterario Internazionale “Un Solo Mondo”; 2016).

Il suo romanzo d’esordio “Dio suona il pianoforte del Diavolo” si qualifica finalista del concorso Lampi di Giallo 2016. Nello stesso anno gli viene affidata la gestione della rubrica letteraria del web magazine «L’Espressione».

 

HO LETTO PER VOI

Omicidi in si minore”  Les Flâneurs Edizioni

Finalista del Concorso Lampi di Giallo 2016

Segnalato nel Premio Culturale Nazionale“La Scapigliatura – Milano bohèmienne” 2017

 

TRAMA

L’autore di “Omicidi in si minore”, come si evince già dal titolo, usa un linguaggio innovativo e personalizzato all’interno di un componimento di genere noir. Come la famosa Sonata di Liszt, la trama presenta un andamento sinuoso e altalenante: tratti classici del genere giallo che all’improvviso si adombrano dando vita a passaggi noir che, ancora, cambiano di tonalità aprendosi a un dialogo romantico.

Siamo a Cluj, nel dicembre 1780, un remoto e tranquillo paese della Transilvania che viene scosso da una scia di paura e di morte. Il neo ispettore Ljudevit Alecsandri, membro del Plotone, grazie al suo fiuto, o sesto senso, riesce a scovare tutti i criminali e a consegnarli nelle mani della giustizia. I suoi successi gli attirano invidie e odio, anche da parte di alcuni membri del Plotone stesso. Alecsandri è un uomo tormentato che cerca l’assoluzione dai suoi peccati. Inoltre, il peso della vita di ciascuna vittima, la violenza degli omicidi, la rocambolesca fuga a Vienna, annientano la già fragile psiche dell’ispettore che si troverà coinvolto in un gioco, del quale non sospetterà di essere la pedina, che farà emergere i suoi lati oscuri.

In paese arriva un assassino spietato, armato di una fredda intelligenza, che cerca di essere sempre passi avanti all’ispettore tendendogli dei tranelli, al punto da riuscire a farlo credere il sospettato di questa torbida vicenda. Tra l’assassino e l’ispettore inizia un ménage, subdolo e perverso, che terrà il lettore con il fiato sospeso. Quando Alecsandri conosce Helena, che solletica le sue attenzioni, la situazione si complica.

È una donna femminile, scaltra, che arriva a toccare corde profonde nel suo animo. Ecco come, magistralmente, l’autore la descrive: “Ciò che più gli piaceva erano i suoi occhi. Erano svegli e color dell’ebano dalle verdi venature, osservavano instancabili ogni cosa studiandone forma e contenuto e dentro di essi vi si poteva annegare in un mare di desiderio di conoscenza. Erano occhi da predatrice e i suoi modi di fare non tradivano il suo sguardo: puntava con malizia l’oggetto che in quel momento aveva stuzzicato la sua curiosità e vi si avvicinava scivolando, per poi impadronirsene e succhiarne l’essenza. Era una donna con un’incontenibile fame di sapienza. I suoi occhi lo urlavano.”

Il libro termina con l’ispettore che si accinge a partire per Vienna, alla ricerca dell’assassino, di colui che si era dimostrato suo amico e che lo ha raggirato, animato non più solo dal senso di giustizia ma dal desiderio di vendetta.

Un viaggio che lo porterà, forse, a perdere quel poco di anima che gli era rimasta.

L’ultimo capitolo “Prove per un requiem” è il sequel del secondo volume di prossima pubblicazione.

 

LEGGERLO: sì, assolutamente. Io attendo il seguito con vivo interesse. Non solo la trama è avvincente, ma l’autore usa abilmente la sua capacità descrittiva per caratterizzare i personaggi in un modo unico. Li amerete o li odierete, vi sentirete partecipi di questa avventura e vi calerete nelle atmosfere cupe del racconto e nei meandri psicologici che ne costituiscono la trama.  L’autore ha un suo stile, riconoscibile, preciso, musicale e avvolgente. Infine, l’editing è impeccabile.

 

Angy C. Argent

 

recensione

Autore dell'articolo: Angy Argent

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *