“Il profumo della buccia d’arancia” di Veronica Consolo, recensione a cura di Laura Mechelli

 

Profumo

 

Autrice:Veronica Consolo

Genere: Romantico-sentimentale

Data di pubblicazione: 18/03/2017

Ebook: Euro 2,99

Cartaceo: Euro 13,99

Numero di pagine: 268 (copertina rigida)

Editore: Lettere Animate Editore

 

La brillante autrice milanese Veronica Consolo, dopo il successo del suo romanzo d’esordio “L’ultima notte al mondo” (pubblicato da Giovanelli Edizioni 2015, protagonista con una menzione d’onore del Premio Culturale Nazionale “Leonardo Da Vinci – Il genio a Milano” 2015) ci regala una nuova perla del genere romantico-sentimentale: “Il profumo della buccia d’arancia“. Edito da Lettere Animate nel 2016, ci racconta la storia di Teresa, una donna milanese dei nostri giorni, sulla trentina, stacanovista, ipocondriaca, ambiziosa e dedita esclusivamente al lavoro e alla carriera. Una sola amica, l’esuberante e vitale estetista Jessica, ed una famiglia ricca ma distaccata e assente (una madre fredda e attenta solo alle apparenze ed un padre egoista e fedifrago) fanno da cornice alla cupa e vuota esistenza della protagonista. Finché un giorno, schiacciata dalla routine e dalla depressione e soggetta a continui attacchi di panico, Teresa crolla ed è costretta a lasciare momentaneamente il suo mondo per intraprendere un’insolita terapia, il divertimento: il suo psicoterapeuta le consiglia di partire, di andare in vacanza per tutta l’estate, divertirsi e svagarsi lontana dalla sua grigia quotidianità milanese.
Inizia così per Teresa un viaggio alla scoperta (o meglio riscoperta) di sé stessa, una ricerca interiore che la porterà in qualche modo a riprendere in mano la sua vita e a pensare e prendersi cura di sé come non aveva mai fatto prima. In questo stimolante quanto impervio cammino l’accompagnano due personaggi che si rivelano fondamentali in questo percorso di riappropriamento di sé: l’eccentrico e affettuoso zio Vito, professore universitario di letteratura greca ed impenitente latin lover abile a parlare in rima ispirandosi a lirici greci e a citare aforismi sull’amore; e l’affascinante e irriverente Vincenzo, studente universitario alla ricerca di materiale per la sua tesi di laurea in Scienze umane e del patrimonio culturale. Sarà Vito ad aiutare la nipote a scoprire la bellezza che si cela anche nelle piccole cose mentre il bel Vincenzo diventerà l’elemento di destabilizzazione per Teresa. Come un improvviso e inaspettato temporale estivo porterà ristorazione nell’apparentemente algido cuore della protagonista. Il paterno rapporto che si crea con zio Vito e la passione e il sentimento che sembrano farsi strada in Teresa grazie a Vincenzo la porteranno a chiedersi: “esiste davvero un amore così grande da attraversare i decenni e mantenersi intatto nonostante l’assenza, la distanza, gli incontri della vita?” (Veronica Consolo, Il profumo della buccia d’arancia, Lettere Animate, 2016, p.118). La risposta si rivelerà sorprendente per Teresa.
A far da sfondo ad una storia divertente, romantica, ironica e avvincente, c’è una Sicilia bellissima, calda, accogliente, ricca di colori e di profumi. Teresa s’immergerà in posti suggestivi e ricchi di cultura, luoghi in cui la natura e la storia s’intrecciano in scenari mozzafiato come Cefalù “dove il mare è una tavola azzurro-verde. I colori sono così intensi da far male agli occhi” (V. Consolo, Il profumo …op.cit., p.68) o l’area archeologica di Calatafimi Segesta dove “Nonostante l’erosione causata dal tempo, si respira un’eliminabile aria di cultura e mistero” (V. Consolo, Il profumo …op.cit., p.123). A condire il tutto troviamo una serie di riferimenti e citazioni di Classici della letteratura greca antica, recitati per voce di zio Vito e di Vincenzo, che rendono le situazioni e gli scenari ancor più suggestivi.
Veronica Consolo con uno stile ironico e mai noioso e un buon ritmo narrativo ci fa innamorare dei suoi personaggi. L’uso prorompente del discorso diretto aiuta il lettore ad entrare nella storia, ad immedesimarsi con i protagonisti, a vivere sulla propria pelle le sensazioni di Teresa. Facile sorridere ed emozionarsi nei momenti d’incontro-scontro tra lei e Vincenzo fatti di battibecchi e prese in giro, divertimento e romanticismo. Così come sentire l’amaro in bocca nei discorsi e litigi che Teresa ha con i suoi genitori contrapposto all’amore e la tenerezza che emergono nei dialoghi tra lei e zio Vito.
Nonostante la profondità e complessità delle tematiche affrontate dall’autrice, la lettura del romanzo scorre piacevolmente e un delicato ma deciso modo di scrivere aiuta il lettore a metabolizzare anche le situazioni più difficili.
Insomma “Il profumo della buccia d’arancia” è un romanzo da leggere e assaporare, pagina dopo pagina, in un crescendo di sentimenti e situazioni che coinvolgono il lettore invitandolo a sognare, fantasticare e riflettere e a scoprire che la vita riserva sempre per tutti una seconda chance e un’opportunità di riscatto.

Laura Mechelli

 

recensione

Autore dell'articolo: Laura Mechelli

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